Cartelle Esattoriali a Brescia

Le cartelle esattoriali rappresentano un titolo esecutivo, ovvero un atto amministrativo con cui la Pubblica Amministrazione applica la riscossione tributaria delle imposte in capo ai soggetti morosi.

Cosa fare in caso di notifica delle cartelle esattoriali

Il contribuente può scoprire di avere un debito nei confronti dello Stato da più di cinque anni in diversi modi:

  • con la ricezione della notifica di una nuova cartella esattoriale o di una intimazione di pagamento, da un preavviso di fermo o di ipoteca, questo ha 60 giorni di tempo per fare opposizione e chiedere l’annullamento del nuovo atto per intervenuta prescrizione.
  • Oppure con la ricezione direttamente di un pignoramento ed in questo caso deve presentare un’opposizione all’esecuzione.
    Se il contribuente ritiene corretta la cartella, ha 60 giorni di tempo per pagare il debito presso gli sportelli del concessionario, in banca o presso gli uffici postali oppure può chiedere la rateizzazione prima dell’inizio della procedura esecutiva.

Cosa sono e a cosa servono le cartelle esattoriali

Con la ricezione delle cartelle Equitalia (concessionario), si apre un procedimento volto a recuperare crediti di entità rilevante, attuando le misure esecutive o cautelari del credito, ai danni del cittadino moroso.

L’esecutività di questo titolo, legittima il concessionario, dopo 60 giorni dalla notifica della ricezione delle cartelle esattoriali, a promuovere l’azione di pignoramento ai danni del contribuente, salvo i casi in cui:

  • il contribuente paghi per intero la somma dovuta;
  • presenti istanza di rateizzazione all’Ente di Riscossione;
  • ci sia una sospensione amministrativa o giudiziale;
  • ci sia l’impugnazione della cartella esattoriale tramite reclamo.

L’efficacia della cartella esattoriale è collegata all’esistenza del ruolo, ovvero del documento che viene internamente predisposto dall’ufficio creditore (INPS, Equitalia). Questa deve contenere le somme dovute, i dati del debitore, la data in cui il ruolo diventa esecutivo, il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento.

Come difendersi e cosa c’è da sapere

Se l’addebito ricevuto è per il contribuente, infondato, questo deve presentare le sue contestazioni all'ufficio impositore e chiederne l'annullamento.
In caso di esito positivo sull’ illegittimità dell’atto, l’Ufficio deve annullarlo e procedere con lo sgravio, rendendo inefficace la cartella e interrompendo le procedure di riscossione.
Se l’Ufficio non ha annullato la cartella invece, il contribuente deve presentare ricorso alla Commissione Tributaria entro 60 giorni dalla notifica.

In caso di impugnazione delle cartelle esattoriali INPS e INAIL è necessario far fede ai vincoli temporali relativi al motivo per cui si intende procedere. Se ad esempio riguarda un vizio di ruolo, l’impugnazione deve avvenire entro 40 giorni dalla ricezione mentre per vizi di forma entro 20 giorni.

La rottamazione delle cartelle esattoriali

La rottamazione delle cartelle esattoriali rappresenta un’agevolazione per il contribuente che può estinguere i debiti iscritti al ruolo senza pagare gli interessi di mora e le sanzioni. Non sono oggetto di rottamazione però:

  • gli aiuti di Stato considerati illegittimi dall'UE;
  • crediti provenienti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie relative a provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni diverse da quelle relative a violazioni tributarie o degli obblighi contributivi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Vizi delle cartelle esattoriali

Vi sono alcuni accadimenti che determinano la nullità della cartella esattoriale ovvero: il superamento del termine di decadenza, la mancata motivazione nella cartella esattoriale, la mancanza delle aliquote applicate per addivenire a quel determinato importo che il contribuente deve pagare.

Decadenza delle cartelle esattoriali

A differenza della prescrizione che rappresenta il termine massimo entro cui effettuare la riscossione nei confronti del contribuente, la decadenza è il termine entro il quale la cartella iscritta a ruolo deve essere notificata al contribuente.

I termini di decadenza delle cartelle esattoriali sono diversi a seconda dell’imposta. Riguardo imposte sui redditi, iva e Irap la cartella va notificata a pena di decadenza entro il 31 dicembre:

  • del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo;
  • del terzo anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, se si tratta di liquidazione automatica;
  • del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, se si tratta di un controllo formale.

Se la cartella di pagamento è collegata ad una sentenza passata in giudicato relativa ad un rigetto da parte del giudice di un ricorso del contribuente contro un’imposta, la prescrizione è di 10 anni.

Se hai ricevuto una cartella esattoriale infondata e sei stato vittima del fenomeno delle cartelle pazze, non esitare a contattare l’Avvocato Simona Micotti via mail o telefono senza alcun impegno.

Cartelle Esattoriali a Brescia - info dall'avvocato Simona Micotti

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Vediamo alcune recensioni sul lavoro che ho svolto da parte di alcuni nostri clienti.

Matteo Manzella

Matteo Manzella



Ho conosciuto l'avvocato Micotti su indicazione di un conoscente. In questi casi, quando manca una conoscenza diretta, spesso si è titubanti soprattutto se si ha la necessità di affidarsi ad un professionista che ispiri fiducia. L'avvocato Simona Micotti mi ha accompagnato passo dopo passo per risolvere il mio problema facendomi sentire accolto fin da subito sentito; non mi sono mai sentito un caso.

Lavoravo da circa due anni presso lo studio di un commercialista, con un contratto di collaborazione occasionale. In realtà lavoravo full time otto ore al giorno dal lunedì al venerdì e lo stipendio mi veniva versato in nero.

Mi sono rivolto all’avv. Simona Micotti in quanto, in seguito ad un infortunio in cui avevo subito la rottura di un braccio, essendo costretto a stare a casa per tre mesi, il mio datore di lavoro non mi versava più lo stipendio e non avevo neppure certezze in merito alla continuazione della collaborazione e al mio rientro in attività.
Mi ero rivolto al sindacato di zona che, dopo un tentativo di trattativa, mi ha consigliato di rivolgermi ad un legale.

L’avvocato Simona Micotti ha avviato una causa davanti al Giudice del lavoro. La vertenza è stata conclusa con un accordo conciliativo: ho ricevuto un cospicuo risarcimento per il mancato versamento dei contributi oltre alla liquidazione del TFR.

Consiglierei  l'avvocato Micotti per le sue qualita'. E'una professionista preparata, seria e con le idee chiare. Affidabile e pronta ad andare fino in fondo.

Ramon Marchina

Ramon Marchina



Ero stato assunto a tempo indeterminato presso una piccola ditta artigiana, ma il lavoro negli ultimi mesi era notevolmente calato così avevo trovato un’altra occupazione. Mi sono rivolto all’avv. Micotti, su consiglio di alcuni miei colleghi che la conoscevano, perché avevo intenzione di dimettermi e temevo ritorsioni quali il mancato pagamento dello stipendio e del TFR, anche perché con i pagamenti il mio datore di lavoro era indietro di tre mensilità.

L’avv. Micotti mi ha innanzitutto informato che avevo l’obbligo di dare il preavviso, pertanto, quando sono arrivato in officina e mi è stato detto di andarmene via subito ho preteso, come mi aveva detto l’avvocato, che mi venisse firmata una dichiarazione di rinuncia al preavviso.

Successivamente l’avv. Micotti ha richiesto che mi venissero pagati gli stipendi arretrati e il TFR, ma il mio datore di lavoro continuava ad accampare scuse, così l’avvocato, ha immediatamente depositato un ricorso in tribunale.

Il giorno prima dell’udienza il mio datore di lavoro per evitare la causa ha versato quanto mi era dovuto, oltre ad un risarcimento per le spese legali e il ritardo nel pagamento.

Consiglio l’avvocato Simona Micotti in quanto è chiara e precisa, mi ha spiegato subito come dovevo comportarmi e come si doveva trattare col mio datore di lavoro. Ha ottenuto il risultato che desideravo velocemente e mi sono sentito tutelato fin da subito.

Carlo Trevisani

Carlo Trevisani



Ho lavorato per oltre vent’anni presso un Hotel. Negli ultimi anni la proprietaria dell’hotel aveva deciso di appaltare alcuni servizi a società esterne. Da allora i dipendenti venivano licenziati e riassunti periodicamente dalle nuove società che gestivano i servizi.

Io ero formalmente assunto come facchino, ma in realtà svolgevo la mansione di giardiniere.
La nuova datrice di lavoro dopo avermi inviato ben 5 lettere di contestazione disciplinare per fatti innocui mi sospendeva cautelarmente dal lavoro ritenendo che il fatto che avessi la maglietta sporca fosse talmente grave da giustificare detto provvedimento.

Tramite l’associazione sindacale rispondevo alle contestazioni chiedendo senza esito un incontro.
Trovandomi nell’impossibilità di tornare al lavoro e di risolvere la vicenda mi rivolgevo all’avv. Simona Micotti.

Quest’ultima ha avviato un ricorso urgente presso il Tribunale del Lavoro. In meno di un mese il provvedimento cautelare è stato ritenuto illegittimo e la datrice di lavoro è stata condannata a reintegrarmi immediatamente nel posto di lavoro pagandomi tutte le competenze maturate oltre alle spese legali. Con l’avvocato Simona Micotti ho avuto un’eccellente esperienza.

Ho riscontrato massima serietà, molta cordialità e sensibilità, ottima disponibilità al dialogo. Mi sono sentito a mio agio e ho ottenuto ottimi risultati.

Consiglio l’avvocato Simona Micotti in quanto in uno dei momenti più buoi in cui non sapevo come sarebbe stato il mio futuro mi ha fornito un valido sostegno morale e la speranza e la pazienza per credere nella possibilità di risolvere la mia situazione.

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