Il licenziamento può essere generato anche a seguito di assenza ingiustificata dal lavoro o attuata senza il giusto preavviso da parte del lavoratore, salvo motivazioni valide di urgenza e gravità che giustificano la mancata comunicazione preventiva.

Cos’è il licenziamento per assenza ingiustificata

La sottoscrizione di un contratto di lavoro comporta l’assunzione di obblighi quali il recarsi al lavoro nei tempi, luoghi e modi indicati. Se uno di questi obblighi viene meno si sta quindi commettendo un inadempimento contrattuale nei confronti del proprio datore.

L’assenza ingiustificata si ha quando non ci si reca al lavoro senza una valida ragione giustificativa e senza alcun preavviso al datore di lavoro.

Se hai ricevuto una lettera di licenziamento per mancata presenza al lavoro ed hai bisogno di un supporto legale specializzato, contatta l’Avvocato Simona Micotti, esperta in diritto del lavoro, via mail o al telefono.

Quando l’assenza è ingiustificata

Le uniche ipotesi in cui il lavoratore può assentarsi dal lavoro sono la malattia, le ferie, i permessi retribuiti, il congedo matrimoniale ecc.

Nelle ipotesi non espressamente previste dalla legge, l’assenza è ingiustificata e comporta per il lavoratore l’apertura di un possibile procedimento disciplinare.

Configurano un’assenza ingiustificata dal lavoro anche il rifiutarsi di prendere servizio presso una diversa sede e il non presentarsi al lavoro nonostante un permesso non concesso da parte del datore.

Il licenziamento per assenza ingiustificata e naspi è previsto quando le assenze si ripetono nel tempo (c.d. recidiva) o superano un determinato numero di giorni.

Quanti giorni di assenza ingiustificata per il licenziamento?

La legittimità del licenziamento per assenza ingiustificata vale anche nell’ipotesi di ferie godute pur non avendone ricevuto l’approvazione o di non rientro da queste pur essendo state approvate. Di norma dopo 3 giorni la sanzione può essere applicata la sanzione del licenziamento per mancata presenza al lavoro.

Assenza strategica per ottenere la NASPI 

Se ad essere licenziato è un dipendente con contratto a tempo indeterminato l’azienda deve corrispondere all’INPS il cosiddetto “ticket licenziamento” volto a finanziare l’indennità di disoccupazione NASPI.

Per beneficiare della NASPI, il lavoratore deve avere un contratto di lavoro subordinato presso un datore di lavoro privato, non deve aver presentato le dimissioni, deve aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 2 anni ed aver effettuato almeno 30 giorni di lavoro nell’ultimo anno.

L’indennità di disoccupazione, a tutela dal lavoratore, è prevista anche quando il licenziamento è dipeso dalla volontà del lavoratore purché riconducibile all’arbitrarietà o all’illegittimità del comportamento datoriale.

L’Avvocato Simona Micotti assiste i lavoratori con l’obiettivo di difenderli e tutelarli in modo esclusivo. Contattala per una consulenza senza alcun impegno via mail o al telefono!

Licenziamento per assenza ingiustificata a Brescia - avvocato Simona Micotti

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Vediamo alcune recensioni sul lavoro che ho svolto da parte di alcuni nostri clienti.

Matteo Manzella

Matteo Manzella



Ho conosciuto l'avvocato Micotti su indicazione di un conoscente. In questi casi, quando manca una conoscenza diretta, spesso si è titubanti soprattutto se si ha la necessità di affidarsi ad un professionista che ispiri fiducia. L'avvocato Simona Micotti mi ha accompagnato passo dopo passo per risolvere il mio problema facendomi sentire accolto fin da subito sentito; non mi sono mai sentito un caso.

Lavoravo da circa due anni presso lo studio di un commercialista, con un contratto di collaborazione occasionale. In realtà lavoravo full time otto ore al giorno dal lunedì al venerdì e lo stipendio mi veniva versato in nero.

Mi sono rivolto all’avv. Simona Micotti in quanto, in seguito ad un infortunio in cui avevo subito la rottura di un braccio, essendo costretto a stare a casa per tre mesi, il mio datore di lavoro non mi versava più lo stipendio e non avevo neppure certezze in merito alla continuazione della collaborazione e al mio rientro in attività.
Mi ero rivolto al sindacato di zona che, dopo un tentativo di trattativa, mi ha consigliato di rivolgermi ad un legale.

L’avvocato Simona Micotti ha avviato una causa davanti al Giudice del lavoro. La vertenza è stata conclusa con un accordo conciliativo: ho ricevuto un cospicuo risarcimento per il mancato versamento dei contributi oltre alla liquidazione del TFR.

Consiglierei  l'avvocato Micotti per le sue qualita'. E'una professionista preparata, seria e con le idee chiare. Affidabile e pronta ad andare fino in fondo.

Ramon Marchina

Ramon Marchina



Ero stato assunto a tempo indeterminato presso una piccola ditta artigiana, ma il lavoro negli ultimi mesi era notevolmente calato così avevo trovato un’altra occupazione. Mi sono rivolto all’avv. Micotti, su consiglio di alcuni miei colleghi che la conoscevano, perché avevo intenzione di dimettermi e temevo ritorsioni quali il mancato pagamento dello stipendio e del TFR, anche perché con i pagamenti il mio datore di lavoro era indietro di tre mensilità.

L’avv. Micotti mi ha innanzitutto informato che avevo l’obbligo di dare il preavviso, pertanto, quando sono arrivato in officina e mi è stato detto di andarmene via subito ho preteso, come mi aveva detto l’avvocato, che mi venisse firmata una dichiarazione di rinuncia al preavviso.

Successivamente l’avv. Micotti ha richiesto che mi venissero pagati gli stipendi arretrati e il TFR, ma il mio datore di lavoro continuava ad accampare scuse, così l’avvocato, ha immediatamente depositato un ricorso in tribunale.

Il giorno prima dell’udienza il mio datore di lavoro per evitare la causa ha versato quanto mi era dovuto, oltre ad un risarcimento per le spese legali e il ritardo nel pagamento.

Consiglio l’avvocato Simona Micotti in quanto è chiara e precisa, mi ha spiegato subito come dovevo comportarmi e come si doveva trattare col mio datore di lavoro. Ha ottenuto il risultato che desideravo velocemente e mi sono sentito tutelato fin da subito.

Carlo Trevisani

Carlo Trevisani



Ho lavorato per oltre vent’anni presso un Hotel. Negli ultimi anni la proprietaria dell’hotel aveva deciso di appaltare alcuni servizi a società esterne. Da allora i dipendenti venivano licenziati e riassunti periodicamente dalle nuove società che gestivano i servizi.

Io ero formalmente assunto come facchino, ma in realtà svolgevo la mansione di giardiniere.
La nuova datrice di lavoro dopo avermi inviato ben 5 lettere di contestazione disciplinare per fatti innocui mi sospendeva cautelarmente dal lavoro ritenendo che il fatto che avessi la maglietta sporca fosse talmente grave da giustificare detto provvedimento.

Tramite l’associazione sindacale rispondevo alle contestazioni chiedendo senza esito un incontro.
Trovandomi nell’impossibilità di tornare al lavoro e di risolvere la vicenda mi rivolgevo all’avv. Simona Micotti.

Quest’ultima ha avviato un ricorso urgente presso il Tribunale del Lavoro. In meno di un mese il provvedimento cautelare è stato ritenuto illegittimo e la datrice di lavoro è stata condannata a reintegrarmi immediatamente nel posto di lavoro pagandomi tutte le competenze maturate oltre alle spese legali. Con l’avvocato Simona Micotti ho avuto un’eccellente esperienza.

Ho riscontrato massima serietà, molta cordialità e sensibilità, ottima disponibilità al dialogo. Mi sono sentito a mio agio e ho ottenuto ottimi risultati.

Consiglio l’avvocato Simona Micotti in quanto in uno dei momenti più buoi in cui non sapevo come sarebbe stato il mio futuro mi ha fornito un valido sostegno morale e la speranza e la pazienza per credere nella possibilità di risolvere la mia situazione.

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