Licenziamento cessazione attività a Brescia

Una delle motivazioni che rientra nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo previste dalla legge è il licenziamento per chiusura attività.

Cos’è il licenziamento per cessazione attività

Anche in caso di chiusura  il datore ha l’obbligo di rispettare i preavvisi di licenziamento per cessazione attività, previsti per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e di corrispondere il TFR.

Per il dipendente invece è prevista la possibilità di richiedere all’Inps l’assegno di disoccupazione.

Il licenziamento per cessazione attività rientra tra le ipotesi legittime di licenziamento previste dalla Legge. Secondo la Cassazione infatti in caso di chiusura dell’attività il datore non ha altra scelta che licenziare la totalità dei dipendenti.

Il mancato o il ritardato invio da parte del datore della comunicazione di licenziamento prevista dall’art. 4 comma 9 L. n. 223/1991 comporta tuttavia l’illegittimità del provvedimento.

Il datore di lavoro, infatti, ha l’obbligo di comunicare il licenziamento con indicazione dei lavoratori coinvolti ed i criteri di scelta, agli Enti di competenza e alle organizzazioni sindacali entro 7 giorni dall’adozione del provvedimento.

La violazione di questo obbligo comporta per il datore il pagamento di una sanzione ovvero di un’indennità risarcitoria a favore dei lavoratori.

Dall’1 Gennaio 2017 è stato abrogato il contributo d’ingresso alla mobilità per i datori di lavoro soggetti alla cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) ed è stato sostituito dal versamento, successivo allo scioglimento del rapporto di lavoro, del ticket di licenziamento per il finanziamento della NASPI.

Il datore deve infatti versare per ogni lavoratore un importo pari al 41% del massimale mensile NASPI per ogni anno di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

Come capire se il licenziamento per cessazione attività è legittimo o illegittimo?

La libertà del datore di lavoro nel decidere come amministrare la propria azienda e, quindi, se eventualmente chiudere un intero ramo di attività è limitata da tre situazioni in cui il licenziamento per cessazione attività è illegittimo:

  • Quando la crisi aziendale è solo fittizia e serve a coprire motivazioni discriminatorie in quanto, ad esempio, il posto del dipendente viene assegnato ad altri;
  • Quando il lavoratore licenziato avrebbe potuto essere assegnato ad altre mansioni dello stesso livello e il datore non ha quindi rispettato l’obbligo di repechage;
  • Il datore di lavoro  non è libero nella scelta dei dipendenti da licenziare; nell’individuazione dei lavoratori adibiti alle stesse mansioni e da assoggettare al provvedimento espulsivo deve tener conto di alcuni criteri quali l’anzianità di servizio e il carico familiare.

Il lavoratore che non ritenga giustificato il licenziamento per chiusura attività deve contestarlo con raccomandata entro 60 giorni dal ricevimento della lettera di licenziamento.

Nei successivi 180 giorni dovrà depositare il ricorso in tribunale. Nel procedimento così instaurato sarà onere del datore provare la fondatezza del provvedimento espulsivo.

Se sei stato vittima di questa tipologia di licenziamento contatta l’Avvocato Simona Micotti senza alcun impegno via mail o al telefono. Da diverso tempo l’Avvocato Micotti opera a Brescia solo ed esclusivamente a difesa dei dipendenti pubblici e privati.

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Vediamo alcune recensioni sul lavoro che ho svolto da parte di alcuni nostri clienti.

Matteo Manzella

Matteo Manzella



Ho conosciuto l'avvocato Micotti su indicazione di un conoscente. In questi casi, quando manca una conoscenza diretta, spesso si è titubanti soprattutto se si ha la necessità di affidarsi ad un professionista che ispiri fiducia. L'avvocato Simona Micotti mi ha accompagnato passo dopo passo per risolvere il mio problema facendomi sentire accolto fin da subito sentito; non mi sono mai sentito un caso.

Lavoravo da circa due anni presso lo studio di un commercialista, con un contratto di collaborazione occasionale. In realtà lavoravo full time otto ore al giorno dal lunedì al venerdì e lo stipendio mi veniva versato in nero.

Mi sono rivolto all’avv. Simona Micotti in quanto, in seguito ad un infortunio in cui avevo subito la rottura di un braccio, essendo costretto a stare a casa per tre mesi, il mio datore di lavoro non mi versava più lo stipendio e non avevo neppure certezze in merito alla continuazione della collaborazione e al mio rientro in attività.
Mi ero rivolto al sindacato di zona che, dopo un tentativo di trattativa, mi ha consigliato di rivolgermi ad un legale.

L’avvocato Simona Micotti ha avviato una causa davanti al Giudice del lavoro. La vertenza è stata conclusa con un accordo conciliativo: ho ricevuto un cospicuo risarcimento per il mancato versamento dei contributi oltre alla liquidazione del TFR.

Consiglierei  l'avvocato Micotti per le sue qualita'. E'una professionista preparata, seria e con le idee chiare. Affidabile e pronta ad andare fino in fondo.

Ramon Marchina

Ramon Marchina



Ero stato assunto a tempo indeterminato presso una piccola ditta artigiana, ma il lavoro negli ultimi mesi era notevolmente calato così avevo trovato un’altra occupazione. Mi sono rivolto all’avv. Micotti, su consiglio di alcuni miei colleghi che la conoscevano, perché avevo intenzione di dimettermi e temevo ritorsioni quali il mancato pagamento dello stipendio e del TFR, anche perché con i pagamenti il mio datore di lavoro era indietro di tre mensilità.

L’avv. Micotti mi ha innanzitutto informato che avevo l’obbligo di dare il preavviso, pertanto, quando sono arrivato in officina e mi è stato detto di andarmene via subito ho preteso, come mi aveva detto l’avvocato, che mi venisse firmata una dichiarazione di rinuncia al preavviso.

Successivamente l’avv. Micotti ha richiesto che mi venissero pagati gli stipendi arretrati e il TFR, ma il mio datore di lavoro continuava ad accampare scuse, così l’avvocato, ha immediatamente depositato un ricorso in tribunale.

Il giorno prima dell’udienza il mio datore di lavoro per evitare la causa ha versato quanto mi era dovuto, oltre ad un risarcimento per le spese legali e il ritardo nel pagamento.

Consiglio l’avvocato Simona Micotti in quanto è chiara e precisa, mi ha spiegato subito come dovevo comportarmi e come si doveva trattare col mio datore di lavoro. Ha ottenuto il risultato che desideravo velocemente e mi sono sentito tutelato fin da subito.

Carlo Trevisani

Carlo Trevisani



Ho lavorato per oltre vent’anni presso un Hotel. Negli ultimi anni la proprietaria dell’hotel aveva deciso di appaltare alcuni servizi a società esterne. Da allora i dipendenti venivano licenziati e riassunti periodicamente dalle nuove società che gestivano i servizi.

Io ero formalmente assunto come facchino, ma in realtà svolgevo la mansione di giardiniere.
La nuova datrice di lavoro dopo avermi inviato ben 5 lettere di contestazione disciplinare per fatti innocui mi sospendeva cautelarmente dal lavoro ritenendo che il fatto che avessi la maglietta sporca fosse talmente grave da giustificare detto provvedimento.

Tramite l’associazione sindacale rispondevo alle contestazioni chiedendo senza esito un incontro.
Trovandomi nell’impossibilità di tornare al lavoro e di risolvere la vicenda mi rivolgevo all’avv. Simona Micotti.

Quest’ultima ha avviato un ricorso urgente presso il Tribunale del Lavoro. In meno di un mese il provvedimento cautelare è stato ritenuto illegittimo e la datrice di lavoro è stata condannata a reintegrarmi immediatamente nel posto di lavoro pagandomi tutte le competenze maturate oltre alle spese legali. Con l’avvocato Simona Micotti ho avuto un’eccellente esperienza.

Ho riscontrato massima serietà, molta cordialità e sensibilità, ottima disponibilità al dialogo. Mi sono sentito a mio agio e ho ottenuto ottimi risultati.

Consiglio l’avvocato Simona Micotti in quanto in uno dei momenti più buoi in cui non sapevo come sarebbe stato il mio futuro mi ha fornito un valido sostegno morale e la speranza e la pazienza per credere nella possibilità di risolvere la mia situazione.

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